La Chiesa

Il nome “panisperna” deriverebbe dalla tradizione, rispettata dal vicino convento delle clarisse, di distribuire “panis et perna”, pane e prosciutto, il 10 agosto, giorno dedicato a san Lorenzo, per celebrare le distribuzioni ai poveri del santo.

Il nome “formosa” deriva invece da papa Formoso, che costruì la prima chiesa attestata sul luogo nel IX secolo; sarebbe quindi solo leggenda la tradizione che vuole la prima chiesa costruita in epoca costantiniana.

Alla fine del primo millennio il luogo sacro fu affidato ai monaci di San Benedetto, che edificarono accanto ad esso un monastero, assurto a notevole importanza nella comunità dell’epoca. Nel 1149 circa, il papa Eugenio III affidò il monastero di San Lorenzo in Panisperna, che aderì all’ordo cavensis, all’abate Marino della badia di Cava. Nei primi anni del XIV secolo il monastero fu ceduto alle monache di Santa Chiara e, per iniziativa del cardinale Giacomo Colonna, il tempio fu adattato alle nuove esigenze di clausura con la riduzione ad una sola navata e la realizzazione del coro. Tra le clarisse che vi hanno dimorato si ricorda particolarmente Francesca Farnese.

La chiesa fu ricostruita dalle fondazioni fra il 1565 e il 1574 per iniziativa del cardinale titolare Guglielmo Sirleto. L’impresa iniziò alla fine del pontificato di Pio IV e fu portata avanti durante i successivi pontificati di Pio V e Gregorio XIII. Il portico esterno fu aggiunto nel XVII secolo, e fu decorato (1893-4) con immagini di san Lorenzo e di Francesco d’Assisi per volere di papa Leone XIII, che qui era stato nominato vescovo titolare cinquant’anni prima (1843) da papa Gregorio XVI.

Fonte: Wikipedia, L’enciclopedia libera.